Employer Branding Revolution Blog

DIESEL Employer Brand Experience [Life at DIESEL]

Hi there, guys! It's Davide Scialpi writing here! How are things going? hope all is well with you! :) 

Here to blog again! Thanks for following us! 

Today, I'm gonna post to you about a stunning experience I personally lived.

I recently had the pleasure of having a meeting with a very big company. So far, in my professional life, I met tons of multinational corporations in any part of the world. But, I must confess, I rarely met a Brand. You could argue: ok, all multinational corporations are more or less brands. What do you mean by Brand ?.

Sure, In my view, a brand is an experience. An holistic experience. Something that goes further! Something that makes you excited!  something that you don't forget! something that makes you feel pleasure!

One week ago, I had a powerful meeting with the Brand: DIESEL. I had the fortune of visiting DIESEL Headquarter and living a memorable experience. I never shared something about my meetings so far. I don't think it's interesting. But this time I couldn't make it. It was something very cool.

Lots of people think  Employer of Choices are the Employers listed on PR Rankings ( Probably adulterated too). Wrong! Totally wrong!

An Employer of Choice first is a great place to work. An Employer of Choice is an organization able to create memorable experiences for its own clients and employees. Its own people. Diesel is a powerful example about it. 

In my personal ranking, from now on, Diesel is the number 1 place to work!

DIESEL is cool international people, cool products, cool interiors, cool situations, cool international environment, cool place to work! This is a company, this is a place to work! 

DIESEL Managing Director ( which is a number 1!) said to me: Davide, don't share anything about our brand new DIESEL campaign!...so brand new DIESEL campaign is coming!

Have a look about what I have looked with my own eyes one week ago at Vicenza , North of Italy.

See ya'. Write to me davide.scialpi@employerbrandingrevolution.com

Diesel Employer Branding

Diesel Employer Branding Revolution

L'Employer Branding è morto! [ Il Caso Birra Peroni ]

Mi capita veramente di rado di scrivere in Italiano all'interno del Blog di Employer Branding Revolution. Il contenuto che postiamo è nella totalità dei casi rivolto ad un pubblico internazionale. Vuoi perchè pur essendo italiani noi s'è a Londra fisicamente per cui UK rules the world. Vuoi perchè quello che facciamo nella maggior parte dei casi in termini di temi trattati e messaggi lanciati è legato a nostre esperienze e attività professionali vissute, svolte ed eseguite in paesi decisamente più sviluppati rispetto al nostro vecchio e caro stivale.

Ma quando e se uno decide di scrivere un post è perchè fondamentalmente lo sente. Non può esimersi. Sente che deve comunicare qualcosa e condividere il tutto con gli altri. Accade perchè semplicemente scatta il meccanismo di voler rendere noto un trend, una particolare polarità, un fatto o un avvenimento che rappresenta un modo di agire a livello di pratica manageriale a prescindere che esso sia positivo o negativo. Anche perchè entrambi i lati nel bene e nel male possono in qualche modo essere d'aiuto a qualcuno per il proprio decision making a riguardo di un tema. In questo caso dell'employer branding.

"L'Employer Branding è una strategia di marketing applicata alle risorse umane. Così come le aziende decidono di intraprendere iniziative e attività di marketing e comunicazione per attrarre e fidelizzare clienti di alto valore. Allo stesso modo esse possono creare e implementare attività e iniiziative di marketing e comunicazione per attrarre e fidelizzare dipendenti di alto valore attuali e potenziali  in grado di incidere più di altri sulle performance aziendali!"

"E l'obiettivo è fondamentalmente quello di migliorare l'immagine aziendale come datore di lavoro nei confronti dei dipendenti attuali e di quelli potenziali"

Se il caso è positivo, lo si condivide perchè il messaggio che uno si pone di lanciare è un pò: guardate c'è un azienda che ce l'ha fatta, ce la potete fare anche voi, potete prendere spunto e ottenere dei risultati come hanno fatto loro. Se negativo, il messaggio suona chiaramente un pò diverso e fa' un pò così: guardate questa roba sarebbe da evitare. 

Questo post è praticamente un caso che può far riflettere su come comunicare oggi nell'era del social web e dell'intormation overload, dove il contenuto è assolutamente sempre più il re indiscusso. 

Oggi il paradigma manageriale per chi si inoltra nella comunicazione esterna a livello digitale e in particolare all'interno dei social media è: scrivere bene i contenuti. Anche perchè i contenuti rappresentano e incorporano un messaggio che diventa percezione nella mente delle persone in tempo reale a prescindere che essi siano stakeholder di nostro interesse o meno. Queste persone poi oggi interagiscono in tempo reale con noi un pò come se fossimo al bar in un botta e risposta a cui assistono attenti milioni di utenti, persone vere, non virtuali. I quali nell'osservarci, si creano un immagine di noi nella loro mente che può portarli a darci o non darci la preferenza che cerchiamo. Il brand di un azienda oggi si costruisce e forgia sulla base dei commenti positivi, negativi e neutrali espressi dalle persone su di essa. Persone che condividono le loro esperienze con altre persone a cui tengono. Nei social media. 

Costoro possono in altre parole in un nano secondo decidere se distruggere un brand a livello corporate, prodotto e come datore di lavoro  o portarlo al successo.

Chiaro è che scrivere bene i contenuti non basta. Questi vanno distribuiti e poi via join the conversation!

Per cui la storia, come dicono quelli giovani, è più delicata e impervia di quello che si possa pensare. Non è una roba da altoparlante come succedeva tanto tempo fa, quando si comunicava dal nostro sito aziendale e nessuno poteva controbattere anche se dicevamo delle cose inesatte o scorrette o a favore nostro. Oggi le persone reagiscono a e si fanno un idea di noi e del nostro brand sulla base di quello che postiamo in tempo reale.

Il contenuto sia che sia scritto, visuale o audivisivo diventa parte strategica rilevanti ai fini della costruzione del posizionamento che vogliamo dare alla nostra azienda e a livello istituzionale, e a livello di prodotto e come datore di lavoro e a livello di singolo dipendente.

Ero su LinkedIn. Erano su per giù le 22.00 quando vedo arrivare il seguente aggiornamento tramite un like di una mia connessione ad uno status della Birra Peroni:

E' veramente raro che io mi metta a postare e sindacare di errori di concetto relativamente alla definizione e significato di Employer Branding. Ma sta volta non ce l'ho fatta. Perdonatemi. Amo il mio lavoro. Ho fondato una società al riguardo. La roba era da brivido, da stalagmite. Non posso credere che un azienda di così grandi dimensioni e così nota possa partorire un errore di marketing così grave nel creare i contenuti. Un errore che sembrerebbe denotare la mancanza di comprensione del tema dell'employer branding al 100 per cento e non solo nonché una mancanza e leggerezza in fatto di definizione del contenuto da postare, che è la base per chi va sui social media oggi a comunicare un messaggio. 

Lo status della Peroni recita: L'Employer Branding è la nuova frontiera del recruiting on line! : ne parliamo attraverso una ricerca su questo tema e la nostra esperienza. 

Non so voi ma io rimango interdetto e basito rispetto a quanto detto. Ora, vi chiedo:  l'employer branding è la nuova frontiera del recruiting on line?. Lo ripeto: la nuova frontiera del recruiting on line?

Ma attenzione: la nuova frontiera non del recruitment del recruitment on line.

Diciamo anzitutto che l'Employer Branding non è recruiting, che L'employer branding non è recruting on line, che L'employer branding non è tanto meno la nuova frontiera del recruiting on line e non è una frontiera in quanto una strategia ben sviluppata dalle aziende più avanti da molti anni a questa parte . Ma che cos'è allora? .bè' è un attività volta a migliorare l'immagine e la reputazione dell'azienda come datore di lavoro sui mercati interni del lavoro e su quelli esterni del lavoro individuati come target di riferimento o interesse a riguardo. E che supporta il Recruitment nel raggiungimento dei suoi obiettivi. In quanto rispetto a quest'ultimo, l'employer branding diventa un promuovere l'azienda dando meramente di essa le informazioni su chi è, cosa fa e cosa vuol dire lavorare per essa sottoforma di attività e iniziative di comunicazione che aiutano il candidato a capire se quell'azienda fa al caso suo oppure no. Il recruitment, invece, è trovare le persone che possono soddisfare al meglio le esigenze di fabbisogno di personale dell'azienda. Chiaro, anche gli annunci di lavoro possono incidere sull'employer brand di essa. Ma non è questo il punto. 

L'Employer Branding è parte del processo di Branding e si pratica sia verso l'interno dell'impresa che verso l'esterno sia on line sia off line.

Ritornando al contenuto postato dalla pagina ufficiale di Linkedin dell'azienda, viene detto addirittura: L'Employer Branding è la nuova frontiera del recruiting on line..... NE PARLIAMO ATTRAVERSO UNA RICERCA e TRAMITE LA NOSTRA ESPERIENZA.

Quindi intepretando e ricapitolando il messaggio lanciato sia nel sito nella sezione news e poi distribuito correttamente su Linkedin, oggi giovedì 13 giugno, La Birra Peroni di diritto entra nella storia dell'employer branding ridefinendo il concetto di Employer Branding stesso, dicendoci in soldoni che esso è la nuova frontiera del Recruiting on line! aggiungendo: Abbiamo pure una ricerca che prova questo e abbiamo anche la nostra esperienza pratica!"

Pensate un pò al danno creato da questo contenuto. Non solo è stato dimostrato di non sapere che cos'è l'employer branding, ma in più viene anche asserito di avere una ricerca a riguardo che lo prova nonché la propria esperienza in merito.

In più, il tutto si'è diffuso attraverso più canali in tanto in quanto siffatto contenuto è stato prima pubblicato nel sito e poi correttamente distribuito nei social media  aumentando com'è giusto che sia la possibilità di essere trovato e letto da stakeholder d'interesse e non.

Un azienda che fa employer branding spiega e racconta e rende noto chi è, cosa fa e cosa vuol dire lavorare per essa.  Tutti gli attributi e le caratteristiche positive che la connotano come datore di lavoro. Crea  prima di tutto attività e iniziative per favorire il benessere dei dipendenti al fine di costruire un buon posto dove lavorare.

Un azienda che vuole comunicare chi è, cosa fa e cosa vuol dire lavorare per essa e quindi fare employer branding...non dice NOI FACCIAMO EMPLOYER BRANDING. Anche perchè al mondo intero non interessa l'Employer Branding in senso stretto ma sapere come un azienda migliora la vita dei suoi dipendenti più validi e cosa offre in termini di attributi come datore di lavoro.

L'Employer Branding è come detto una stategia di marketing. Se i dipendenti e i candidati sanno di essere vittima di una strategia di employer branding ( e quindi di marketing ), non apprezzeranno il gesto. Anche perchè nella maggior parte dei casi a queste azioni non sono associate attività di sourcing, quindi l'illusione e la consapevolezza di aver perso tempo soprattutto nelle attività di comunicazione esterna salirà alle stelle.

A margine di tutto, a parte le battute. La Peroni è e rimane una grande azienda, per carità. Di una cosa però mi convinco dopo fatti di questo tipo: Il compito di comunicare non è affatto facile. Non è una roba da sottovalutare o da affrontare con sufficienza e superficialità. Oggi più che mai.

Molte aziende, poi, si affidano anche ad agenzie di marketing low grade che creano per esse i contenuti. Agenzie che però non hanno la benché minima  idea di cosa comunicano né tanto meno sanno come comunicarlo, al punto che possono creare rischi di percezione e danni di immagine come in questo caso. Voglio quindi sperare che sia così.  Altrimenti un azienda messa così sarebbe un azienda veramente messa male perchè se non ha le idee chiare su che cos'è l'employer branding immaginatevi su tutto quello che vi è legato.

L'unica cosa che mi viene ancora da dire pensando all'employer branding e allo stato in cui versa in Italia è: Riposa in pace, Employer Branding! Da oggi sarai Recruiting on Line! Anzi la NUOVA FRONTIERA del Recruiting on line!

 

Davide Scialpi

London, June 13th 2013

davide.scialpi@employerbrandingrevolution 

Employer Brand Experience, il corso di formazione made in Employer Branding Revolution [ Un paio di testimonianze spontanee dall'etere ]

Non è facile realizzare un corso di formazione oggi. E' qualcosa che va studiato e soprattutto tarato su quelli che sono i bisogni veri delle aziende. L'Employer Branding è in Italia ancora un discorso molto legato a grandi aziende e organizzazioni. Nella maggior parte dei casi tocca più che altro le multinazionali da vicino. Anche se in teoria può e deve riguardare anche i cosidetti small e medium business. Ogni azienda ha un proprio Employer Brand.

Ma come si fa' a capire questi bisogni ?

è proprio nelle multinazionali, dove ho iniziato il mio percorso professionale lavorativo, ancor prima di diventare consulente, che ho capito l'essenza e l'utilità dell'employer branding e con molta concretezza cerco di portarlo avanti conciliando il tutto con gli altri obiettivi di consulenza della nostra società che sono Marketing e Sales. Perchè fondamentalmente per essere uno specialista o un consulente esperto di employer branding, CARI MIEI, bisogna aver messo piede almeno una volta a prestare impegno in un azienda multinazionale o una grande organizzazione con almeno 200 dipendenti nella sede locale anche all'interno di un sistema globale per capirne l'esigenza e lo scopo e poter poi dire in giro: o sta roba serve e so dove può servire! 

Chiaramente, in Italia le cose non sono mai evolute. Rimangono li. Alcune volte  venivo contattato e mi si chiedeva: guardi mi fa parlare ad una conferenza?..noi facciamo così employer branding. E questa è una piaga un pò del settore in Italia. Parlare, parlare, parlare. Tanti bei discorsi e propositi e pochi fatti concreti. Clientele, voglia di tirarsela. Il vecchio modo di pensare delle imprese all'italiana. Che grazie al cielo con i social media sta pian piano andando in disuso. Perchè sono l'evidenza e la realtà che contano oggi.

Essendo di base a Londra da ormai 2 anni. Devo dire non sento la mancanza di queste robe. La mancanza in questo caso dell'Italia e del suo sistema. Un paese in balia di gente che non vuole aiutare la società a crescere ma che preferisce vederla morire oppure continuare con la politica del "famose na birra! e nun ce pensamo più!"

Perchè fondamentalnte come si può rimanere in un paese dove si propone ancora oggi che la COMUNICAZIONE è VIRTUALE e che le virtual fair sono importanti, che si fa Employer Branding in maniera efficace su robe tipo Monster o nei Career Book. Sono robe e modelli che non vanno più. Antichi. Superati. Ma da mò. Almeno da 5 anni. E' un pò come dire che uno spot televisivo è nel 2013 il miglior modo per fare pubblicità. 

Di recente, ho deciso di organizzare un corso a riguardo sul tema dell'employer branding proprio qui in Italia. Su come impostare una strategia dal punto di vista manageriale sia verso l'esterno sia versto l'interno in un ottica glocale e chiaramente tenendo conto del mondo digitale sempre di più. Una due giorni con forte taglio pratico. Vuoi perchè ormai sono tanti gli anni alle spalle nel campo della comunicazione e del marketing digitale e non sono uno che ama perder tempo e imbellettarsi per gonfiarsi come un pavone come spesse volte accade lungo lo stivale in talune occasioni salvo poi chiedersi qual'è stato il ritorno dal prendere parte a sto evento sull'employer branding?. Mi piacciono le soluzioni. E vuoi anche perchè credo semplicemente che l'innovazione parta in primo luogo dal confronto e dal ritrovarsi. E non dal dirselo da soli o da farsi attribuire un premio o una certificazione a riguardo, magari in maniera concordata. O anche forzata. Lo spirito di Employer Branding Revolution che come voi già sapete è una community mondiale che racchiude tutti i migliori esperti e specialisti di employer branding da tutto il globo e che ha raggiunto già 1100 membri in meno di 1 anno.

Incontrando tante aziende, chiaramente incontro tante persone prima ancora che loghi. Di conseguenza ho la fortuna di capire chi può essere un valido esempio in grado di aiutare gli altri. Di proporre quello che veramente serve oggi per un impresa di grandi dimensioni.

Percui fatto l'evento formativo. Che s'è svolto a Milano il 7 e 8 Maggio 2013 presso Blend Tower ( Fortunatamente abbiam beccato 2 giorni di sole! ). Grazie al contributo di Stefano Lavizzari di The Boston Consulting Group, di Diego Marini da BNL BNP Paribas di Serenella Panaro dall'Università di Trento, di Andrea Attanà da Linkedin e di Simone Maggio con una sessione dedicata a come migliorare i nostri comportamenti verbali e non verbali a livello comunicazionale. Fatto il TUTTO ESAURITO ( 16 su max 15 partecipanti previsti ) con la partecipazione di aziende come LUXOTTICA, SAFILO, TELECOM ITALIA, DATALOGIC, A2A, BANCA CARIGE, LINCOLN ELECTRIC, ERNST&YOUNG,AUBAY, MARKAS, NOVA COOP.  Ho francamente cominciato un pò a riflettere a mente fredda.  Chiaramente con l'approccio da uno che crea e sviluppa prodotti e servizi. Che, in altre parole, si focalizza esclusivamente  sulle criticità, su eventuali punti di debolezza. In particolare, sulle aree di improvement come si dice. Ringrazio a riguardo veramente quelle persone che mi hanno subito dato i feed back in tal senso e mi hanno indicato migliorie suggerendomi idee da apportare nelle prossime edizioni. Questo, devo dire, l'ho trovato veramente fantastico. E' la dimostrazione che Employer Branding Revolution lo fanno e lo costruiscono i nostri membri. La collaborazione di massa è anche questa. 

Il risultato dal punto di vista dei record è oltre modo pazzesco. Signori, nella storia dell'employer branding in Italia, THE EMPLOYER BRAND EXPERIENCE è ufficilamente in assoluto il Corso di Formazione sui temi dell'employer branding con il più alto numero di partecipanti mai ottenuto in Italia e l'unico che ha raggiunto il tutto esaurito

Sono poi veramente rimasto felice dentro del fatto che chi ha vissuto l'esperienza abbia poi manifestato in meniera del tutto spontanea e non condizionata il suo giudizio attraverso il meccanismo di condivisione di opinioni e commenti che il web abilita oggi. 

Mi ha fatto veramente piacere trovare in maniera randomica testimonianze spontanee in giro per i social rispetto al nostro corso da parte di coloro i quali vi hanno partecipato.  Ve le ho messe qui, fate vobis! 

Dalla pagina di Facebook " Employer Branding Italia!"

Corsi di Formazione Employer Branding

Per il corso di formazione sull'Employer Branding, Letizia ha espresso la sua testimonianza: "Ho trovato il corso molto utile sia per la ricchezza delle tematiche affrontate sia per lo scambio di idee derivanti esperienze di tutti i colleghi. Complimenti ai docenti! Se verrà organizzata un altra edizione consiglio la partecipazione!"

Grazie Letizia per aver partecipato! Piacere nostro! :) 

Da un commento ad un mio status di Linkedin: 

Diego ha detto " Proud to join the Revolution!! Because it is a Revolution that lives the present but looks about the future!" ..nella prossima presentazione lo cito! molto bella! Grazie! Queste sono semplicemente emozioni! :)

Grazie per esserci, come sempre! 

 

Davide Scialpi

London, May 22th, 2013

davide.scialpi@employerbrandingrevolution.com

"Employer Branding Revolution" con il Corso di Formazione Manageriale "The Employer Brand Experience!" fa TUTTO ESAURITO a Milano!

Employer Branding Corsi di Formazione ad alto valore esperenziale

Cari rivoluzionari, Cari appassionati di Employer Branding, Cari specialisti dell'employer branding e Cari manager che vi occupate di employer branding in Italia, in UK o dovunque voi siate, è Davide Scialpi qui a scrivervi.

Sono fondamentalmente qui a scrivervi perchè Employer Branding Revolutiion, il progetto targato Reinventa Dee Oceans ltd, che poi è anche una community mondiale ormai nota ai più, è riuscito a portare a casa un risultato incredibile, mai raggiunto da nessuno in Italia fino ad ora.

Abbiamo deciso di recente di dare vita ad un corso di formazione sull'employer branding.  L'abbiamo chiamato "The Employer Brand Experience! Come costruire una strategia vincente tra campus, interno e social media". Abbiamo deciso di metterlo giù un pò perchè siamo specializzati in consulenza, outsourcing e formazione manageriale di alto livello per i temi del marketing sia digitale che off line e un pò perchè fondamentalmente dopo tanti anni di esperienza nel campo avevamo un pò l'esigenza di fare un pò di ordine, e di aiutare un pò a capire cosa contasse di più nell'approccio manageriale a riguardo. 

Abbiamo anche deciso di coinvolgere aziende che lavorano sull'employer branding veramente in modo eccellente. Che potessero essere, in altre paroe, un vero esempio e un vero modello da cui apprendere. Non piaggieria, non clientelismo o questua come succede in altre conferenze in Italia. Conferenze con gente antica e vecchia che se la tira e crede di essere arrivata quando poi manca l'abc nel loro approccio. Succede anche quello. Gente che ti dice io faccio employer branding con le conferenze. Oppure mi fa parlare ad una conferenza anche se non abbiamo fatto employer branding? 

Anyway, abbiamo coinvolto, dicevamo, aziende come BCG al secolo The Boston Consulting Group, BNL BNP Paribas, LinkedIn, l'Università di Trento e Simone Maggio, doppiatore pubblicitario professionista con la sua sessione di public speaking ad hoc per i partecipanti, al fine di realizzare una due giorni per illustrare, condividere e definire insieme come impostare una strategia di employer branding oggi.

Avevamo posto come obeittivo massimo in termini di partecipazione 15 partecipanti! Ebbene siamo andati oltre abbiamo fatto 16 su 15 realizzando un bel tutto esaurito!!!!!

Il tutto è successo al Blend Tower il 7 e 8 Maggio 2013 ed e' stata un esperienza formidabile!

Abbiamo fatto epserimenti, test, provato e riprovato format, interagito in modo incredibile nonché fatto numerose esercitazioni. Abbiamo dato il massimo. E speriamo oltre ad aver tentato di trasferire conoscenze e metodologie e ad aver imparato dagli altri come succede in questi casi ( non si smette mai di imparare ), di aver trasmesso la nostra passione e il nostro impegno nel fare le cose. 

Abbiamo chiaramente individuato aree di miglioramento grazie agli stessi partecipanti e fondamentalemente ci siamo divertiti! :) 

Volevo quindi cogliere l'occasione per ringraziare di vero cuore personalmente tutte le persone che da aziende e grandi brand nazionali e internazionali hanno deciso di prendere parte al nostro corso di formazione professionale sui temi dell'employer branding:

Ernst&Young, Luxottica, Safilo Group, Lincoln Electric, LinkedIn, A2A Energia, Nova Coop, Aubay, Telecom Italia, BNL BNP Paribas, The Boston Consulting Group, Gruppo Banca Carige, Markas, Datalogic, Bosch, Università di Trento.

Un grazie speciale e un saluto particolare da parte mia a chi ha creduto sin dal primo giorno e a chi costentemente crede in Employer Branding Revolution!... Grazie per esserci!

A molto presto! 

 

Davide Scialpi

London, 18 Maggio 2013

davide.scialpi@employerbrandingrevolution.com

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